Durante la seduta plenaria di settembre, sono intervenuto in occasione del dibattito sul Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, istituito nel 2005 con lo scopo di creare una rete di sorveglianza delle malattie infettive.

La Commissione Europea propone di potenziare questo Centro affidandogli nuove competenze e compiti che vanno ben oltre il monitoraggio delle malattie infettive prevedendo ispezioni e controlli serrati dei sistemi sanitari nazionali.

Ciò significherebbe una grave intromissione dell’Unione Europea nelle politiche sanitarie degli Stati Membri, una sorta di commissariamento dei sistemi sanitari nazionali in palese violazione del principio di sussidiarietà previsto dai Trattati.

Lo stesso Articolo 17 del Trattato sull’Unione Europea stabilisce che la Commissione Europea è la guardiana dei Trattati dell’Unione, sia quindi la Commissione per prima a dare il buon esempio e a rispettare i Trattati. La pandemia di Covid-19 non può e non deve diventare un pretesto dell’Unione Europea per assumere nuove ed ulteriori competenze che non le spettano.